La causa principale della concentrazione del radon all’interno delle abitazioni è il gas liberato dai terreni che si insinua nell’atmosfera degli ambienti chiusi attraverso i pavimenti in seguito a flussi dovuti a pressione o a concentrazione. Le costruzioni, infatti, si comportano in modo da creare una depressione che induce l’ingresso del gas all’interno. Dal terreno il radon si accumula nel vespaio, che si trova al di sotto delle abitazioni, determinando un aumento della pressione. I pori presenti nello strato di cemento che separa il vespaio dall’abitazione, le microfratture di tale struttura generatesi in seguito ai naturali assestamenti del terreno e dello stabile, unitamente alle correnti d’aria calda che più leggera tende a salire verso l’alto richiamando aria dal basso (effetto camino), determinano l’ingresso di radon nell’abitazione. Le condizioni climatiche, del resto, possono determinare un peggioramento di tale situazione in quanto, nella stagione invernale il ghiaccio, impedendo la fuoriuscita del gas dal terreno, lo convoglia verso le abitazioni per effetto della depressione creata dal fabbricato; l’effetto dell’asfalto e del cemento risulta essere identico; allo stesso modo la pioggia, occludendo i pori del suolo, forza il gas verso le abitazioni. La concentrazione di radon, infatti, subisce variazioni sia nell’arco della giornata che al variare delle stagioni e della temperatura e tende a diminuire con l’aumentare della distanza dei locali dal suolo.
In definitiva, l’ingresso del radon varia nel tempo perché variano le condizioni che ne accentuano o frenano l’ingresso. Una volta nell’abitazione, il radon viene respirato insieme all’aria creando seri danni al sistema respiratorio. Infatti, nella fase di decadimento (processo naturale e spontaneo) tale gas rilascia particelle alfa (nuclei di elio costituiti da due protoni e due neutroni) che possono provocare danni fisici e chimici al DNA delle cellule dell’epitelio polmonare. L’accumulo dei danni al DNA, come provato da diversi studi scientifici, può concretamente determinare l’insorgenza di neoplasie. È infatti stato ormai da tempo accertato che il Radon rappresenta la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha riconosciuto come la seconda causa principale dopo il fumo , del tumore ai polmoni. I sistemi di accertamento e misura, consistono nell’esporre opportuni rilevatori, nei locali da esaminare per un periodo di tempo variabile da un mese ad un anno.
Naturalmente, più lungo sarà il tempo di indagini e più fedele sarà il risultato della misura espressa in Bq / mc. Il problema investe in modo particolare cantine e seminterrati. A tal proposito è stata emessa legislazione che obbliga i nuovi esercenti ad un indagine preventiva e quelli già attivi ad una verifica e eventuale risanamento entro l’anno corrente. Tutte le indagini sono eseguite da personale specializzato e corredate di relazione tecnica .
Il valore medio di concentrazione interna del gas Radon in Italia risulta essere di 77 Bq/m3. I valori guida riguardanti l’esposizione al gas Radon sono:
- 148 Bq/m3 valore soglia consigliato da EPA (Ente per la Protezione dell’Ambiente statunitense) oltre il quale eseguire un intervento di bonifica ambientale;
- 200 Bq/m3 valore di soglia della Comunità Europea per le costruzioni nuove
- 400 Bq/m3 valore di soglia della Comunità Europea per le costruzioni esistenti oltre il quale eseguire interventi di bonifica ambientale.